venerdì 2 dicembre 2011

Togliete i libri alle donne e faranno più figli

L' acuta analisi sociologica di Libero

Maria Paterno


Questa è l'ultima trovata del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, un bell'articolo in cui si argomenta di come il declino demografico sia da imputare alla scolarizzazione delle donne che di conseguenza  hanno smesso di aspirare a diventare angeli del focolare e mere incubatrici per costruirsi una carriera, per affermare la propria identità e la propria indipendenza.
Il genio di turno che dispensa ricette per risollevare le sorti della curva demografica è niente poco di meno che Camillo Langone, già avvezzo ad operazioni per così dire, provocatorie. Il 23 aprile scorso infatti se ne esce con un'altra fatica, "l'elogio del maschio con le palle: alle donne piace "fascista". L'ispirazione arriva dal libro di una tale poetessa Gemma Gaetani, "Ogni donna ama un fascista". Insomma la comunità femminile tutta ringrazia per l'illuminante informazione, senza vagheremmo ancora per le strade alla ricerca di chissà quale maschio, ora lo sappiamo, dobbiamo cercare un fascista.
Tornando alla rivelazione shock del 30 novembre il buon Langone cita un autorevolissima (?) ricerca condotta dalla Harvard Kennedy School of Government che afferma: «le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e di quelle competenze». E quindi? Il sillogismo d'obbligo nella ricetta del simpatico Camillo è che basta chiudere qualche facoltà per permettere alle donne di proliferare nuovamente come criceti.
Un analisi sociologica acuta, non c'è che dire. Logico rispondere che la ricetta per permettere alle donne di fare più figli non è certamente quella in cui si proclama la cacciata delle stesse dalle università ma un piano welfare efficace che consenta di essere mamme e lavoratrici allo stesso tempo. Ma ciò che mi lascia sconcertata non è solamente la superficiale soluzione proposta per far nascere più bebè, ciò che mi atterrisce è che ancora si continui a demonizzare la fanciulla che decide di salvarsi da sola e non aspetta dal balcone, con la treccia calata, l'arrivo del principe azzurro che la liberi. E poi parliamoci chiaro, ma dove sta scritto che la donna debba sempre necessariamente trovarsi nella condizione di puerpera? E adesso Langone prova a lobotomizzarmi!

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